La terra trema e il costo degli affitti raddoppia. La nuova, triste, tendenza dei proprietari degli immobili non è più regolarsi sui prezzi effettivi commerciali di mercato, ma sul contributo di autonoma sistemazione, che può arrivare a un massimo di 600 euro mensili per famiglia. «Se allora il contributo non ci fosse stato, avrebbero dato le case gratuitamente?», chiede Massimo Di Mascio, agente immobiliare a Tolentino da 25 anni. E lancia un appello ai locatori affinché si mettano una mano sulla coscienza e pensino più al cuore che al portafogli.

Quanto sono aumentati gli affitti a Tolentino?

«Appartamenti che si trovano su palazzine non antisimiche, di 35-40 anni, in zone semicentrali come viale della stazione, XXX Giugno o ex Fornaci, di circa 65 metri quadrati, prima costavano tra le 400 e le 450 euro al mese. La richiesta di un affitto sui 500-550 euro ante-sisma era ritenuta elevata, tanto che le persone preferivano acquistare e pagare la rata del mutuo. Oggi quegli stessi appartamenti sono saliti a 800 euro. Parliamo ad esempio di una zona giorno, camera, bagno e una seconda camera più simile a un ripostiglio al quinto piano. Idem per gli appartamenti da 110-120 metri quadrati, prima affittati a 500 euro e adesso a 800 da inquilini che sono venuti via per paura. C’è chi chiede indietro appartamenti prestati ai parenti con la scusa che servono ad uso personale e poi li affittano a terzi con cifre aumentate. Oppure un appartamento a piano terra, centro storico, ristrutturato, di 35 metri quadrati (piccolo soggiorno, camera, bagno) senza nemmeno lo spazio per stendere i panni, con la porta-finestra sulla via, e la necessità di accendere il deumidificatore tutto l’inverno, è passato da 300 a 420 euro».

Come valuta un simile rincaro?

«Pauroso. I costi vengono aumentati perché la gente ha bisogno, è disperata. Prendi una famiglia con i figli piccoli, sarebbe disposta a tutto. Il contratto di locazione, a canone libero, diventa obbligato. Tra Tolentino e Civitanova non ci sono più case in affitto».

Quale può essere la soluzione?

«Il contratto si concorda tra le parti, per cui uno è libero di rifiutare. Non spetta a loro farlo, ma Agenzia delle entrate e Comune potrebbero prendere contatti e verificare chi lucra sulle disgrazie altrui».

Qual è l’andamento del mercato immobiliare?

«La prospettiva non è rosea. Non c’è ricambio nel mercato degli affitti, la compravendita va male per le case lesionate e la paura. Ringrazio Dio di avere ancora una casa, un lavoro, di non avere debiti. Provo ad andare avanti, anche grazie al proprietario dell’immobile dell’agenzia, che ha capito il momentaccio e mi ha dimezzato l’affitto». (Ilrestodelcarlino.it)

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