La prassi di prevenzione degli incendi deve essere applicata anche in caso di interventi in condominio. Facciamo il punto tra Tusl e altri decreti

(di Marco Grandi) La prevenzione incendi è una materia di rilevanza interdisciplinare nel cui ambito vengono promossi, studiati, predisposti e sperimentati misure, provvedimenti, accorgimenti e modi di azione tesi a evitare, secondo le norme emanate dagli organi competenti, l’insorgenza di un incendio e a limitarne le conseguenze.
I testi normativi di riferimento oggi in vigore, oltre al TUSL, sono il D.M. 10 marzo 1998, il D.P.R. 1° agosto 2011, n. 151 e il D.M. 7 agosto 2012, dei quali si indicano di seguito le informazioni più interessanti per un amministratore di condominio datore di lavoro.
Il D.M. 10 marzo 1998, “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”, stabilisce i criteri per la valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro e indica le misure di prevenzione e di protezione antincendio da adottare, al fine di ridurre l’insorgenza di un incendio e di limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi.

Il D.P.R. 1° agosto 2011, n. 151, è il Regolamento per la disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, individua le attività soggette alla disciplina della prevenzione incendi ed opera una sostanziale semplificazione relativamente agli adempimenti da parte dei soggetti interessati. Esso elenca le attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi e, introducendo il principio di proporzionalità, correla le stesse a tre categorie, A, B e C, individuate in ragione della gravità del rischio piuttosto che della dimensione o, comunque, del grado di complessità che contraddistingue l’attività stessa:
• nella categoria A sono state inserite quelle attività dotate di ‘regola tecnica’ di riferimento e contraddistinte da un limitato livello di complessità, legato alla consistenza dell’attività, all’affollamento ed ai quantitativi di materiale presente;
• nella categoria B sono state inserite le attività presenti in A, quanto a tipologia, ma caratterizzate da un maggiore livello di complessità, nonché le attività sprovviste di una specifica regolamentazione tecnica di riferimento, ma comunque con un livello di complessità inferiore al parametro assunto per la categoria ‘superiore’;
• nella categoria C sono state inserite le attività con alto livello di complessità, indipendentemente dalla presenza o meno della ‘regola tecnica’.

Il Regolamento riporta le modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi, per ciò che attiene la valutazione dei progetti, i controlli di prevenzione incendi, il rinnovo periodico di conformità antincendio, la deroga, il nulla osta di fattibilità, le verifiche in corso d’opera, la voltura, prevedendo sia il caso in cui l’attivazione avvenga attraverso lo Sportello Unico per le attività produttive sia l’eventualità che si proceda direttamente investendo il Comando Provinciale VV.F. competente per territorio.
Per le attività che ricadono in categoria A, e che quindi hanno un basso livello di complessità, non è necessario proporre l’esame del progetto né, a lavori eseguiti, la domanda di sopralluogo per il rilascio del certificato di prevenzione incendi, in quanto per queste attività non vi è l’obbligo del rilascio.
Per tali attività è sufficiente presentare al Comando Provinciale dei VV.F., prima di dare inizio all’attività, una SCIA a firma di un tecnico abilitato allegando la documentazione e certificazione, nonché i grafici rappresentativi l’attività in oggetto. Alla presentazione di questi documenti il Comando verifica la completezza formale dell’istanza, della documentazione e dei relativi allegati e, in caso di esito positivo, ne rilascia ricevuta. La ricevuta rilasciata, a seguito della presentazione della SCIA, determina che gli adempimenti previsti dalla norma sono stati eseguiti e consente di dare inizio all’attività. Comunque, il Comando Provinciale dei VV.F. potrebbe effettuare sopralluoghi di verifica su richiesta e/o a campione.
Per le attività in categoria B le procedure differiscono da quelle previste per le attività in categoria A per l’obbligo di presentare l’istanza di approvazione progetto prima di dare inizio ai lavori. A lavori ultimati la procedura è identica a quella prevista per la attività in categoria A.
Per le attività in categoria C le procedure mutano di poco rispetto a quelle in essere prima dell’entrata in vigore del D.P.R. n. 151/2011: per tali attività, infatti, è rimasto vincolante il rilascio del CPI prima di dare inizio all’attività.

Il D.M. 7 agosto 2012 contiene le principali disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare.
Tra le attività che possono essere soggette alle procedure di prevenzione incendi, quelle di maggior interesse per un amministratore di condominio sono elencate nella seguente tabella.

Attività 73 • 1. (categoria) B: Edifici e/o complessi edilizi a uso terziario e/o industriale caratterizzati da promiscuità strutturale e/o dei sistemi delle vie di esodo e/o impiantistica con capienza tra 300 e 500 unità, ovvero superficie complessiva da 5000 a 6000 mq, (indipendentemente dal numero di attività costituenti e dalla relativa diversa titolarità).
• 2.C: Edifici e/o complessi edilizi a uso terziario e/o industriale caratterizzati da promiscuità strutturale e/o dei sistemi delle vie di esodo e/o impiantistica con capienza superiore a 500 unità, ovvero superficie complessiva superiore a 6000 mq, (indipendentemente dal numero di attività costituenti e dalla relativa diversa titolarità).
Attività 74 • 1.A: Impianti per la produzione di calore alimentati a combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità superiore a 116 kW (fino a 350 kW).
• 2.B: Impianti per la produzione di calore alimentati a combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità superiore a 350 kW (fino a 700 kW).
• 3.C: Impianti per la produzione di calore alimentati a combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità superiore a 700 kW.
Attività 75 • 1.A: Autorimesse pubbliche e private, parcheggi pluriplano e meccanizzati, con superficie compresa tra 300 mq a 1000 mq.
• 2.B: Autorimesse pubbliche e private, parcheggi pluriplano e meccanizzati, con superficie compresa tra 1000 mq e 3000 mq.
• 4.C: Autorimesse pubbliche e private, parcheggi pluriplano e meccanizzati, con superficie superiore a 3000 mq.
Attività 76 • 1.A: Edifici destinati ad uso civile, con altezza antincendi superiore a 24 m (fino a 32 m).
• 2.B: Edifici destinati ad uso civile, con altezza antincendi superiore a 32 m (fino a 54 m).
• 3.C: Edifici destinati ad uso civile, con altezza antincendi superiore a 54 m. 

Art. 15 TUSL (Misure generali di tutela)
“1. Le misure generali di tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro sono:
[…]
u) le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato…”.
Art. 18 TUSL (Obblighi del datore di lavoro, del dirigente e del preposto)
“1. Il datore di lavoro, […] e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:
[…]
b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza;
[…]
t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei lavoratori, nonché per il caso di pericolo grave e immediato […]. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti”.
Art. 43 TUSL (Disposizioni generali)
“1. Ai fini degli adempimenti di cui all’art. 18, comma 1, lettera t), il datore di lavoro: a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio lotta antincendio e gestione dell’emergenza;
[…]
c) informa tutti i lavoratori che possono essere esposti ad un pericolo grave ed immediato circa le misure predisposte ed i comportamenti da adottare;
d) programma gli interventi, prende i Provvedimenti e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave ed immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, ovvero mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro;
e) adotta i Provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell’impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili.
e-bis) garantisce la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio ed al livello di rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anche conto delle particolari condizioni in cui possono essere usati. L’obbligo si applica anche agli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in relazione alla valutazione dei rischi”.

Ai sensi della Circolare MLPS n. 1921 del 31 marzo 2014, le considerazioni contenute nel presente intervento sono frutto esclusivo del pensiero dell’Autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione.

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