Analisi delle principali cause di malattie professionali secondo i principali organi di controllo.

Altri fattori di rischio sono legati all’organizzazione del lavoro, campo in cui il fattore umano ormai riveste un ruolo marginale, che si possono riassumere in:

  • ambienti di lavoro carenti dal punto di vista igienico o sovraffollati
  • ritmi di lavoro elevati e masioni ripetitive
  • scarsa manutenzione degli impianti.

A questi vanno aggiunti dei fattori emergenti legati principalmente al lavoro d’ufficio (attualmente in Italia il terziario è il settore che occupa il maggior numero di lavoratori) in cui si hanno molte tipologie di malattie professionali (difficilmente infortuni) in genere di scarsa gravità ma importanti per il numero di casi registrati. In questo ambito il rischio è dovuto:

  • uso del computer che porta a patologie legate a: vista, stress, radiazioni, ergonomia: patologie spinali e sindrome del tunnel carpale
  • impianti di condizionamento
  • infezioni
  • asma e alveoliti allergiche

    Dal 1965 in Italia a norma di  legge  esiste un’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali ed un elenco delle malattie riconosciute con causa professionale.

     Nel 1994 questo elenco è stato aggiornato ed inoltre è possibile ottenere un risarcimento anche per le malattie non presenti in tale tabella ma per cui sia dimostrabile una chiara correlazione tra patologia e attività lavorativa.

    Anche l’Unione europea si è occupata di questo argomento attraverso una raccomandazione del 2003 contenente una nuova classificazione delle malattie professionali. (di Debora Mazzola)

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