Obiettivi del Cnappc: allinearsi alla media UE di 20 crediti annui e aiutare gli iscritti a conciliare lavoro e obbligo di formazione

Ridotti a 60 i Crediti Formativi Professionali (CFP) che gli architetti dovranno conseguire per il triennio 2017-2019.

A stabilirlo il Consiglio Nazionale Architetti (CNAPPC) nella delibera del 21 dicembre scorso che prevede anche per il prossimo triennio l’acquisizione di 60 CFP, di cui 12 in relazione alla deontologia professionale, rispetto ai 90 previsti dal Regolamento per l’aggiornamento e sviluppo professionale continuo.

Il Regolamento, infatti, aveva previsto la limitazione del numero di crediti (60 CFP) solo per il primo triennio sperimentale (2014-2016) prevedendo poi l’obbligo di acquisire nel triennio 2017-2019 almeno 90 crediti formativi professionali, con un minimo di 20 crediti annuali di cui almeno 4 crediti sui temi della Deontologia e dei Compensi professionali.

Tuttavia il CNAPPC ha notato che sussiste la difficoltà per gli iscritti di conciliare la quotidiana attività professionale, legata al periodo di crisi, con le attività formative.

Inoltre il Consiglio Nazionale ha preso atto che la media dei crediti per l’aggiornamento professionale negli altri paesi della UE è di 20 CFP annuali.

Per queste motivazioni il Consiglio Nazionale ha già concesso la proroga alle modalità di acquisizione dei crediti, riducendo il numero dei crediti sanciti nel Regolamento

(di Alessandra Marra)

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