Dal 1° gennaio 2017 ha preso avvio l’Ispettorato nazionale del lavoro e dal 1° febbraio 2017 un nuovo modello di programmazione e coordinamento ancora in fase di sviluppo. Con la circolare n. 2 del 2017 sono state fornite le prime indicazioni operative riguardanti i profili logistici, di coordinamento e di programmazione dell’attività di vigilanza degli Ispettorati territoriali del lavoro. La circolare specificamente segnala come la competenza ad adottare gli atti ispettivi sia rimessa esclusivamente in capo all’Ispettorato. Come si organizzerà la nuova attività di vigilanza?

L’effettivo avvio dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) – istituito dal D.Lgs. n. 149/2015 e operativo dal 1° gennaio 2017 (in forza del decreto ministeriale 28 dicembre 2016) – l’ispezione del lavoro ha segnato l’inizio di una nuova stagione di riforma.
A poco più di dieci anni dalla fase riformatrice determinata dal D.Lgs. n. 124/2004, infatti, si assiste allo storico accentramento delle funzioni ispettive in materia di lavoro e di legislazione sociale in capo ad una Agenzia unica per le attività ispettive, l’INL appunto.
Il rilievo della forza innovativa dell’INL si rinviene già nel primo provvedimento a carattere organizzativo del Capo dell’INL ovvero nella Circolare n. 2 del 25 gennaio 2017, che contiene le prime indicazioni operative riguardanti i profili logistici, di coordinamento e di programmazione dell’attività di vigilanza degli Ispettorati territoriali del lavoro, la quale specificamente segnala come la competenza ad adottare gli atti ispettivi, normativamente, “è rimessa esclusivamente in capo all’Ispettorato”. (di Pierluigi Rausei)

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