Pierre-Franck Chevet, presidente dell’Asn, in una intervista a le Figaro: “Scenario peggiorato dal 2015, al momento 12 reattori sono fermi o stanno per essere fermati per controlli”. Trovati 400 dossier volontariamente nascosti, su anomalie e documenti falsificati

Il Paese che ha fatto dello sviluppo dell’energia nucleare quasi una religione, e un gigantesco business, è in crisi. Il parco francese di reattori, di cui la costruzione per la maggior parte risale agli anni Settanta, è vecchio, richiede una costosa manutenzione e le condizioni di sicurezza sono sempre meno garantite.

L’allarme questa volta non viene da una delle tante associazioni ambientaliste che si battono contro l’energia nucleare ma dal presidente dell’Authority francese sulla sicurezza nucleare (Asn), Pierre-Franck Chevet. “La situazione è diventata molto preoccupante” spiega senza mezzi termini Chevet al quotidiano le Figaro.

Il primo indizio che ha fatto scatenare controlli a tappeto è avvenuto nell’aprile dell’anno scorso quando è stato scoperto un eccesso di carbonio nell’acciaio della vasca del reattore di nuova generazione Epr (reattore pressurizzato europeo) in costruzione a Flamanville, in Normandia. “Da allora abbiamo avuto molte altre brutte sorprese” continua il responsabile dell’Asn.

L’agenzia ha ordinato a Edf – il gestore del parco nucleare per conto dello Stato – di fermare ben 12 reattori per poter effettuare controlli e verifiche. Anche in questo caso l’Asn vuole accertarsi che l’eccesso di carbonio scoperto nell’acciaio non alteri la capacità di resistenza meccanica dei generatori di vapore”. Il responsabile dell’Authority ha rivelato che i suoi ispettori hanno anche scoperto l’esistenza di “pratiche inaccettabili” dall’inizio degli anni Sessanta nella fabbrica del Creusot di Areva, ovvero l’esistenza di 400 dossier volontariamente nascosti al cliente e all’Asn, e riguardanti anomalie.
Edf ha fornito un dossier per ogni reattore oggetto di controllo dall’Agenzia che dovrebbe essere in grado di decidere se far ripartire o meno i reattori non prima del gennaio prossimo. L’elettricità in Francia è garantita quasi al 78% dalle centrali nucleari, anche se la legge sulla transizione energetica varata dal governo socialista l’anno scorso fissa come obiettivo di sviluppare le energie alternative. Oltre ai timori per la sicurezza, lo stop di 12 su 58 reattori operativi potrebbe avere conseguenze sulle bollette dell’elettricità in Francia, e forse anche in Italia. (repubblica)

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